I 10 Motivi per cui NON stai Migliorando a Scacchi

In questi ultimi mesi mi capita spesso di incontrare scacchisti che vengono da me e mi dicono:

“Ciao Ale, sono Pippo! Sai, io vorrei davvero migliorare a scacchi, è tanto che ci provo, ma rimango sempre allo stesso livello. Eppure non capisco dove sbaglio… cosa posso fare?”

Normalmente a questo punto cerco di comprendere meglio il punto di vista di Pippo, gli mostro un punto di vista alternativo e lo motivo a trovare una soluzione.

Purtroppo però questo sistema NON FUNZIONA!

O meglio, la soluzione magari funziona, ma te l’ho data io e non l’hai trovata da solo, il che fa una ENORME differenza.

Inoltre, sono convinto di una cosa:

Per cambiare è necessario che qualcuno ti dica le cose esattamente come stanno, senza troppi fronzoli. A volte essere gentili e accoglienti NON porta al risultato.

Spesso il modo diretto è l’unico possibile per darti una svegliata e indurti a cambiare la tua situazione (ammesso che tu voglia veramente cambiare!).

Altrimenti rimarrai come sei sempre stato, continuerai a farti cullare da quelli che ti dicono che ad una certa età non si possono più raggiungere i propri obiettivi, che non tutti hanno i talenti per riuscire e così via…

Suona familiare?

Bene, allora preparati: in questo articolo sarò molto diretto!

Ma ricordati che lo faccio per te.

Vediamo subito quali sono “I 10 Motivi per cui NON stai migliorando a Scacchi”.

1. Non sai studiare le aperture

Partiamo da una cosa semplice.

Quello che normalmente ti dicono sulle aperture è che è preferibile studiare le varianti principali perché sono già state collaudate da tempo.

Poi, ti viene anche detto che le aperture meno giocate, come gambetti e quant’altro, non sono da prendere in considerazione.

Alcuni le definiscono addirittura “aperture da bar”…

Ora, queste “aperture da bar” mi hanno permesso di ottenere risultati che altre aperture “profonde e intellettuali” non mi hanno mai permesso di ottenere.

Nel 2010, solo grazie al Gambetto Wing – o più comunemente, Gambetto Siciliano: 1.e4 c5 2.b4 – ho ottenuto risultati a dir poco sorprendenti.

Te ne cito alcuni:

   • Patta con Fabiano Caruana (ELO 2710)

   • Vittoria con Illya Nyzhnyk (ELO 2538)

   • Patta con Negi Parimarjan (ELO 2596), in posizione vinta

Il punteggio ELO riportato si riferisce a quel periodo. Allora il mio punteggio ELO era pari a 2280.

Con questo cosa voglio dirti, che devi giocare il Gambetto Wings?!

Assolutamente no!

Con questo ti dico solo che le aperture vanno studiate in modo intelligente, e non seguendo principi accettati a livello generale.

Faccio una piccola provocazione: ha senso studiare un’apertura con 50 varianti o sarebbe più efficiente studiarne una secondaria ma ugualmente buona, che magari sorprende anche l’avversario?!

Il mio consiglio: smetti di studiare quello che viene comunemente accettato e trova la TUA strada.

Sii originale, brillante, fai ricerche, sforzati di capire cosa ti piace davvero e cosa può mettere in difficoltà l’avversario.

Non appena inizierai a studiare in questo modo, accadranno subito tre cose meravigliose:

   • Diventi più veloce

   • Ottieni risultati migliori

   • Ti diverti un mondo!

Questo è ciò che mi è accaduto nel momento in cui ho scelto la MIA strada.

2. Ti aspetti che i risultati arrivino subito

Questa è interessante:

Lavoro 1 mese insieme ad una persona, gli va “male” un torneo e solo per quel risultato inizia a credere che il lavoro non sia servito a niente e che lui non sia portato per gli scacchi.

A volte da una sola esperienza si traggono conclusioni generali dettate solo dall’emozione del momento.

I risultati di un lavoro non puoi vederli in 1 mese, ma nemmeno in 2 o in 3.

Ti serve del tempo per digerire quello che è stato fatto.

“Ricordati che tu oggi stai seminando quello che raccoglierai domani.”

Questo principio vale in qualsiasi situazione.

Quindi se non vedi risultati dopo 1-2 mesi, non puoi trarre nessuna conclusione: non hai atteso il tempo sufficiente.

E qual è il tempo sufficiente?

Questo dipende da te.

Ti posso solo dire che maggiore è l’intensità che metti in quello che fai, minore sarà il tempo per raggiungere i tuoi obiettivi.

Detto questo, inizia subito a porti degli obiettivi chiari nello spazio e nel tempo!

Questa piccola azione ti consentirà di definire meglio la tua direzione.

Non sarai più un marinaio disperso nell’oceano, ma saprai esattamente dove sta andando la tua nave.

3. Non sai gestire il tempo

Quante volte ti è capitato di riflettere tanto per le prime 25 mosse della partita, per poi dover giocare 15 mosse in 2 minuti?

Poi capita che arrivato alla 38esima, ti ricordi che in quel torneo non c’è l’abbuono di 30 minuti!

E allora lì sono dolori…

In ogni caso, non è mai utile andare a corto di tempo.

Se costruisci bene all’inizio ma al momento di fare una scelta importante non hai tempo, rischi solo di mandare all’aria tutto ciò che di buono avevi costruito!

Il consiglio che ti posso dare è cercare sempre di avere più tempo dell’avversario.

E se il tuo avversario è uno che va spesso a corto di tempo, allora conviene avere molto più tempo del tuo avversario!

Anziché cercare la mossa migliore del mondo, cerca mosse buone dal punto di vista pratico.

Vedrai che non sprecherai più il tuo tempo in pensieri ripetitivi, ma sarai efficace al punto giusto.

4. Interpreti gli errori come fallimenti

Lascia che ti racconti una storia:

Pippo ha 4 su 4 in un torneo da 6 turni, è tutto contento per il suo risultato e pensa di avere ormai la strada spianata verso la vittoria.

Purtroppo, un errore di valutazione gli fa perdere la quinta partita e qui inizia la tragedia. Pippo è così affranto per la sconfitta del quinto turno che finisce per perdere anche l’ultima!

Dopo il torneo, Pippo continua a ripensare al suo 4 su 6.

Per una settimana intera, non pensa alle prime 4 partite in cui era stato vittorioso, ma all’errore che ha fatto nella quinta e che lo ha portato a buttare via il torneo.

Punto numero 1:

BASTA dire “ho buttato via il torneo!”

Ogni errore è frutto di un’opportunità.

Gli errori sono molto importanti perché ti svelano i meccanismi che usi durante il gioco, sono un’occasione per studiarti ed allenarti ad affrontare situazioni impegnative.

Nel cammino per diventare uno scacchista forte, non puoi pensare che sia tutto facile.

Farai un sacco di errori.

Ti demoralizzerai un sacco di volte.

A tratti vorrai mollare.

E’ così e bisogna accettarlo, c’è poco da fare!

Altrimenti sarebbero già tutti Grandi Maestri…

Ricordati questo: “Non è importante il risultato che ottieni, ma il tipo di persona che diventi nel percorso che fai per ottenere il risultato che vuoi!”

5. Inizi a vincere qualcosa e ti senti onnipotente

E’ vero o no che ti senti migliorato dopo aver vinto un torneo? 

Magari pensi di aver raggiunto un “livello superiore”, e invece al torneo successivo perdi con gente che normalmente batteresti con facilità…

Questo accade perché siamo pieni di noi.

Ci crediamo arrivati chissà dove quando invece la strada deve ancora iniziare.

Se vuoi continuare ad ottenere buoni risultati, il modo migliore è dirti costantemente che non hai ottenuto niente.

Altrimenti, appena ottieni qualcosa ti rilassi, molli la presa e ricadi… quante volte ti è capitato?!

6. Ti dai un sacco di scuse

“Eh ma sono vecchio per ottenere buoni risultati, non ho più le potenzialità che avevo un tempo…”

Non è che non hai più le potenzialità che avevi un tempo, è che si sono consolidati dei pensieri che ti fanno credere di non essere più capace.

La differenza principale tra uno scacchista giovane ed uno più “adulto” è un’altra.

Lo scacchista giovane non ha ancora vissuto esperienze che lo hanno convinto che NON E’ POSSIBILE RIUSCIRE.

Il giovane è idealista e sognatore e spesso questo è visto come un male perché porta ad una “perdita di contatto con la realtà”.

In certi casi infatti i giovani perdono un po’ il contatto con il mondo reale…

Ma vediamo anche l’altra faccia della medaglia: a cosa può servirci essere dei sognatori a scacchi?

Di sicuro ci può servire per trovare idee nuove, esplorare terreni ancora poco conosciuti e trovare soluzioni più velocemente.

Un discorso analogo vale anche per tutti gli altri tipi di scuse:

   • Non ho energie

   • Non ottengo risultati

   • Non sono portato

   • Altro?

A questo punto la domanda da porsi è: “Quando ti racconti queste cose, ti piace stare in questa situazione?”

Se la risposta è sì, va benissimo, a me non cambia nulla. Se invece vuoi cambiare, non volerlo e basta, ma fai uno sforzo in una direzione orientata!

7. Ti focalizzi solo sulla tecnica

Quando qualcuno inizia a parlarmi di scacchi, 99 volte su 100 mi parla di cosa fare in mediogioco, dove studiare i finali, quali sono le aperture migliori, quali sono i principali elementi strategici da conoscere e così via…

Sarò sincero, spesso questi discorsi mi annoiano.

Lascia che ti spieghi il motivo.

In base a tutto quello che abbiamo detto finora, avrai intuito che oltre allo studio e agli aspetti tecnici del gioco, c’è un altro aspetto molto importante da considerare.

Si tratta della crescita del giocatore.

Per capire meglio di cosa parlo, prendiamo l’esempio che abbiamo fatto al punto 4.

Pippo stava facendo un ottimo torneo, aveva 4 su 4 e iniziava già ad assaporare la vittoria.

Ma poi perde al quinto turno e questa sconfitta lo distrugge.

Il colpo è stato talmente forte da fargli giocare male anche l’ultima partita, che si è conclusa con un’altra sconfitta.

Casi di questo tipo capitano spessissimo nel panorama dello scacchismo italiano.

Inoltre, proprio queste situazioni ci dicono quanto sia fondamentale lavorare sulle proprie emozioni e sulla propria psicologia.

Se prendiamo un arco temporale di 1 anno di lavoro, è più importante dedicare quell’anno ad imparare a gestire le proprie emozioni alla scacchiera, piuttosto che studiare qualsiasi altro aspetto “tecnico”.

Perché dico questo?

Perché le aperture, i finali, le strutture pedonali e tutti i vari tipi di strategia puoi studiarli quando vuoi e con chi vuoi, mentre sono ancora poche (purtroppo) le persone che ti aiutano a crescere veramente quando sei alla scacchiera.

E quando fai 1 anno di allenamento su come gestire te stesso alla scacchiera, stai sicuro che i risultati arrivano, in un modo o nell’altro!

Grazie a questa trasformazione, diventi proprio un’altra persona:

   • Più sicuro di te

   • Più rilassato alla scacchiera

   • Più veloce nel calcolo

   • Più aperto alle opportunità

   • Più organizzato

   • Più imprevedibile

   • Più originale

Ma ora lascia che ti faccia una domanda.

Tu, chi vuoi essere?

Vuoi essere come il Pippo dell’esempio qui sopra che si fa condizionare dagli sbalzi d’umore, o vuoi imparare a gestire te stesso in modo diverso?

Se scegli la prima risposta, a me dispiace davvero.

Mi dispiace perché in tutti questi anni in cui mi dedico alla crescita degli scacchisti, cerco sempre di aiutarli a tirare fuori il meglio di sé.

Sapere che hai dei talenti e non li vuoi esprimere mi rattrista un po’.

Ma è una tua scelta e come tale la rispetto.

Se invece scegli la seconda, vuol dire che sei pronto a lavorare su te stesso e ne sono molto felice!

Probabilmente hai capito l’importanza di fare un percorso di crescita che ti aiuta a sviluppare le tue potenzialità e a raggiungere i tuoi obiettivi In questo caso, ho preparato per te un vero e proprio Programma Formativo grazie al quale puoi ottenere i risultati di cui abbiamo parlato poco fa:

   >> Nuovo Programma di Potenziamento Scacchistico

Si tratta di un programma pensato per aiutarti ad affrontare in modo pratico tutti gli ostacoli che potresti incontrare nel tuo percorso di crescita a scacchi.

La sua pianificazione e strutturazione mi ha tenuto impegnato per molti mesi, in quanto ho voluto creare un programma personalizzato per ogni scacchista che sceglierà di iscriversi.

Bene, detto questo torniamo al nostro articolo e passiamo ad affrontare un altro aspetto “tecnico”.

8. Non consideri il piano dell’avversario

Dimmi la verità… quando analizzi una posizione pensi anche al piano dell’avversario o ti focalizzi solo sul tuo?

Di certo teniamo a mente anche il piano dell’avversario, ci mancherebbe.

Eppure ti posso dire per esperienza che la maggior parte degli errori che tutti noi commettiamo dipendono dalla NON considerazione del tuo avversario.

Del resto è normale, il nostro “sano” egoismo ci posiziona un po’ al centro del mondo, mentre tutto il resto ruota semplicemente attorno…

Come fare quindi per risolvere questo “problema”?

Mentre giochi, ti invito a fermarti più volte e a farti le seguenti domande:

   • Qual è il piano dell’avversario?

    • Cosa sta progettando?

    • Quali sono le mie debolezze?

    • Come posso mettergli i bastoni tra le ruote?

    • Come faccio a raggiungere il mio obiettivo prima che lui raggiunga il suo?

Sono convinto che ti saranno molto utili!

9. Non fai squadra con nessuno

Questo è un punto su cui mi soffermo sempre ma che purtroppo pochi riescono a cogliere.

Il fatto è che da solo puoi arrivare fino ad un certo punto.

Non puoi pensare di raggiungere tutto quello che vuoi senza farti aiutare.

Se al tuo circolo, tra i vari blog su internet, tra le persone che incontri ai tornei trovi qualcuno che ha obiettivi simili ai tuoi e con cui ti senti in sintonia, perché non fare un’alleanza ed iniziare a studiare insieme?

Questo beneficerà sia te che lui, perché avrete due cervelli che collaborano anziché uno che da solo deve fare tutto lo sforzo.

Potete incontrarvi (via Skype se abitate distanti) per lavorare insieme su argomenti specifici, risolvere quiz, analizzare partite e posizioni.

Potete motivarvi a vicenda nel vostro percorso di studio, e potete anche organizzarvi per partecipare insieme ai tornei.

Le opzioni che hai sono infinite, quindi se pensi che questo possa esserti utile, inizia a cercare i tuoi alleati!

Scoprirai che ce ne sono molti più di quelli che immaginavi…

10. Dici che vuoi impegnarti, ma poi non ti impegni davvero

Ecco giunti al vero motivo per cui non ottieni risultati.
Tanti vogliono, sognano, sperano e desiderano, ma pochi fanno veramente le azioni necessarie per raggiungere ciò che vogliono.

Cosa è necessario fare?
Semplice: tirarsi su le maniche e mettersi al lavoro, con la consapevolezza che questo percorso porterà via tempo, energia e denaro.

Perché “denaro”?
Perché è necessario investire per formarsi. E non parlo di investimenti in libri che poi lasciamo ad invecchiare sugli scaffali della nostra libreria… parlo di formazione fatta insieme a qualcuno che ti sappia guidare dicendoti esattamente cosa fare per aiutarti ad ottenere ciò che vuoi.

Parliamoci chiaro: il 100% di coloro che hanno raggiunto livelli alti (a scacchi come in qualsiasi altra disciplina) hanno avuto una guida, un allenatore o un mentore. Qualcuno che abbia fatto fare loro i passi necessari per portarli dalla situazione in cui sono e che non vogliono, alla situazione che desiderano.

Altra cosa: un percorso di questo tipo NON E’ PER TUTTI!!!
Tra poco andrò a spiegarti il tipo di percorso che inizierò con alcuni dei giocatori che stanno leggendo queste righe, ma sappi fin da subito che non accetterò tutti. Non posso farlo.

Banalmente, non posso chiederti di pagarmi se so già che non farai un tubo di quello che ti dirò di fare. A me interessa lavorare con persone altamente motivate e seriamente intenzionate a fare un intenso lavoro scacchistico, per trasformare quello che adesso è solo desiderio e aspettativa in qualcosa di reale e tangibile.

Il percorso pensato solo per i pochi che sceglieranno di iniziare sarà così strutturato:

1) Mi dirai quale obiettivo vuoi raggiungere e in quali tempistiche, in modo tale da strutturare un piano tornei per i prossimi 6 mesi (almeno) che sia coerente con l’obiettivo che hai.

2) Definiremo un piano di studio e di lavoro assegnato ogni settimana. Ciò significa che se oggi è lunedì e assegno il piano di lavoro, il lavoro stesso dovrà essere completato entro il lunedì della settimana successiva, quando assegnerò un nuovo piano di lavoro per la settimana che verrà. E così via per le settimane successive.

3) Faremo circa 6 ore di lezione al mese, grazie alle quali approfondiremo molto in dettaglio gli aspetti del gioco per cui si mostrano le difficoltà maggiori. E’ importante comprendere fin d’ora che un allenatore non dev’essere tuo amico. Ma per aiutarti veramente, deve farti vedere tutti i tuoi punti deboli e in molti casi spiaccicarteli in faccia, altrimenti rischi di non vederli. Con questo non voglio dire che sarò scortese e irrispettoso, assolutamente! Con questo intendo che ti dirò esattamente le cose come stanno, in modo che tu faccia passi più veloci e in meno tempo.

4) Ci sentiremo dopo OGNI partita di torneo che giocherai. Questo è un aspetto spesso sottovalutato, ma che influisce molto sull’esito del lavoro. Il mio obiettivo è farti raggiungere i risultati che vuoi giusto? Bene, allora ci sentiamo dopo ogni partita, così ti tiro su se ti butti giù e ti metto in guardia se inizi a sognare troppo in grande 🙂

5) Fornirò tutto il materiale che ti serve per poter eseguire il lavoro assegnato nel migliore dei modi.

6) Avrai assistenza telefonica per tutte le esigenze. Questo significa che se un giorno c’è qualcosa che non capisci o che non sai fare, o hai dei dubbi o delle domande puoi chiamarmi qualsiasi sia l’orario (però ti avviso che alle 4.00 di mattina potrei non sentire lo squillo…) in modo che io possa aiutarti a fare chiarezza sui tuoi dubbi. Mi raccomando quindi, se hai necessità chiamami.

Ripeto ancora una volta…

Non accetto tutti, ma solo chi è stanco di andare al ritmo cui sta andando ora e vuole dare una svolta alla sua carriera scacchistica. Se non rientri in questa categoria, questo percorso non è per te.

Inoltre, non accetterò più di 5 persone, e il motivo è molto semplice. Se accettassi un numero troppo alto di persone, non riuscirei a gestirle tutte e ne risentirebbe l’efficacia del lavoro stesso.

Per qualsiasi ulteriore info relativa al percorso, compila il modulo qui sotto:

COMPILA IL MODULO

Detto questo, è giunto il momento di salutarsi.
In genere alla fine di un articolo concludo dicendo cose come “spero che l’articolo ti sia piaciuto” e così via… in realtà, non possiamo dire che gli argomenti trattati siano stati divertenti… 🙂

Posso quasi sicuramente affermare però che gli argomenti trattati saranno utili per qualcuno. Mi auguro veramente che questo qualcuno sia tu e che al di là di qualsiasi percorso tu scelga di intraprendere o meno, spero prenderai le mie frasi nel modo giusto, cioè come spunti per capire dove puoi migliorare, piuttosto che come critiche.

O se vogliamo dirla in altri termini, spero che le userai come critiche costruttive 🙂

Un caro saluto a tutti gli amici scacchisti,

Alessandro

Modulo di Ammissione al Percorso “Advanced Training”